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sabato 3 settembre 2016

Lo sapevate che il numero di cellule adipose, ovvero del grasso, si forma in maggior numero durante i primi anni di vita? L'accumulo di grasso rallenta in seguito e ricomincia ad aumentare durante la pubertà.
Con il passare degli anni ciò che può variare è solo la grandezza di queste cellule (il volume) ma non potrà più variare il numero!
Prevenzione e corretta alimentazione dei nostri bambini da SUBITO! Una volta fatto il danno non potremo più tornare indietro!

mercoledì 1 luglio 2015

Dolcissimo miele....

Definito da Aristotele “Una sostanza che cade dall’aria, specialmente al sorgere delle stelle e quando si incurva l’arcobaleno”….., il miele è una alimento naturale che le api producono con duro e meticoloso lavoro.
Considerato un alimento di lusso, dal sacro valore e origine divino, le prime testimonianze risalgono al 2400 a.C. attraverso una pittura rinvenuta in Egitto.
Un alimento dalle origini antichissime, usato come condimento, dolcificante e come conservante, era anche simbolo di rigenerazione dopo la morte e quindi usato nei culti funerari ad Atene.


Il miele è costituito da acqua (18% circa) e da piccole quantità di proteine, vitamine, polline….ma soprattutto da zuccheri. In particolar modo dal 40-45% di fruttosio, 35-40% di glucosio e 4-10% di saccarosio.

Alimento fortemente energetico,  svolge molti effetti benefici nel nostro corpo.

Riconosciuto dalla letteratura scientifica come alimento dall’importante proprietà antibatterica e antibiotica grazie alla Defensina 1, presente nel sistema immunitario delle api. In quantità minima nel miele, svolge una efficace attività antibatterica e antinfiammatoria in presenza di ustioni, ferite, ulcere (anche del piede diabetico).

Ha un effetto dolcificante superiore allo zucchero, quindi ne usiamo di meno e dolcifichiamo di più e sembra riduca la glicemia e l’insulinemia in soggetti diabetici.

Attenti però al consumo eccessivo, perché in tal caso, l’elevato contenuto in fruttosio contenuto nel miele potrebbe predisporre al diabete, aumentare il colesterolo “cattivo”, portare allo sviluppo di gotta e predisporre alla sindrome metabolica.


Alimento prezioso, ma sempre senza esagerare….

sabato 4 ottobre 2014

MA I VEGETARIANI COSA MANGIANO?!?!

Da qualche mese va di moda (concedetemelo) diventare vegetariani. Programmi televisivi, riviste, medici ci terrorizzano parlando degli effetti negativi della carne sulla nostra salute. E quindi la maggior parte di noi che fa? Elimina di punto in bianco la carne e i suoi derivati e si dichiara vegetariano (non mi riferisco ovviamente a chi diventa vegetariano per motivi etici).

Ci sta un po’ di confusione ammettiamolo!

      Non voglio affrontare ora il discorso sui pro e contro dell’essere vegetariano, vorrei semplicemente chiarire le idee a chi non conosce questo mondo. Perchè spesso sento dire “Sono vegetariano” ma in realtà viene eliminata solo la carne, mentre il pesce viene tranquillamente consumato.

  Proviamo a capire cosa, in realtà, viene consumato nel mondo del vegetarianismo, mondo molto più vasto di quello che pensiamo.

Esistono:

-          Gli ovo-latto vegetariani: che escludono dalla dieta tutte le carni (non mangiano né carne né pesce) ma assumono i prodotti animali, quali latte, latticini e uova;

-          I latto-vegetariani che escludono le carni (incluso il pesce) ma introducono latte e derivati

-          Gli ovo-vegetariani che introducono come prodotto animale solo le uova ed escludono carni e latticini

-          I vegani che escludono dalla loro alimentazione sia gli alimenti di origine animale che i prodotti derivati (non mangiano carne, pesce, uova, latte e latticini).


Esiste anche un altro gruppo che sono i fruttariani, che si nutrono solo di frutta…. 

         Quindi con il termine generico di vegetariano, per sintetizzare, intendiamo la non assunzione di carni...intese anche quelli del pesce.

   Spero di aver chiarito il concetto..... e prossimamente parleremo dell'alimentazione vegetariana più nello specifico ;-)

ALLA PROSSIMA 

giovedì 13 marzo 2014

Ferro e dieta

La primavera è alle porte e insieme ad essa giungeranno una serie di carenze vitaminiche, tra cui, quella più frequente, è la carenza di ferro (anemia sideropenica).
Questo minerale è utile al nostro corpo per diversi motivi ma soprattutto perché fa parte della “EMOGLOBINA”, una proteina che consente il trasporto dell’ossigeno a tutti i tessuti. La sua carenza porta infatti stanchezza, pallore, tachicardia ma anche compromissione del sistema immunitario con suscettibilità alle infezioni.

Il ferro alimentare viene distinto in “EME” e “NON EME”.
Il ferro EME si trova soprattutto negli alimenti di origine animale, mentre quello NON EME negli alimenti di origine vegetale (eccetto l’uovo).

Dove sta la differenza?

Mentre il ferro emico viene assorbito subito dal nostro corpo, ciò è reso più complesso per il ferro non emico.

Vi spiego meglio…

Mentre i 2,5 mg di ferro contenuti in 100 gr di tacchino vengono assorbiti subito a livello intestinale (e quindi rapidamente utilizzati dal nostro corpo), i 14,3 mg di ferro contenuti in 100 gr di cacao amaro impiegheranno un po’ di tempo ad essere assorbiti e utilizzati (e in ogni caso non verrà mai assorbita realmente la quantità iniziale presente nell’alimento).

     La quantità di ferro che viene assorbita di un alimento viene favorita dalla presenza di acido ascorbico (ossia della vitamina c contenuta in kiwi, agrumi, peperoni, alimenti a foglia verde…).


Quindi una bella spremuta di limone sulla fetta di carne, due kiwi o due mandarini dopo un bel piatto di fagioli aiuteranno sicuramente a utilizzare il ferro in esso contenuto.

sabato 1 febbraio 2014

Strumento piccolo ma efficiente!

Finalmente sono riuscita a realizzare parte del mio desiderio.


In settimana arriva il mio tanto desiderato bioimpedenziometro!!!!



Giustamente vorrete sapere di cosa si tratta.

È un piccolo strumento che analizza la composizione corporea. Nello specifico stima:
-         -  L’acqua corporea totale
-         -  L’acqua intra ed extracellulare
-         -  La massa grassa
-          - La massa magra
-          - La massa tissutale attiva
-          - La massa extracellulare
-          - E il metabolismo basale.

Lo ammetto, alcuni termini posso risultare difficili da capire. Però posso elencarvi a cosa mi può essere di aiuto.


In DIETOLOGIA aiuta a programmare una corretta terapia nutrizionale sia nei soggetti con sovrappeso che in quelli affetti da anoressia e bulimia.

ln CARDIOLOGIA per controllare l’idratazione dei pazienti con scompenso cardiaco o insufficienza cardiaca.

In NEFROLOGIA per la stima dell’idratazione corporea pre e post dialisi.

In MEDICINA DELLO SPORT, PALESTRE, CENTRI FITNESS aiuta a pianificare una corretta programmazione degli allenamenti (evidenziando i fluidi extracellulari per lo stato di idratazione e la massa tissutale attiva). Utile anche per prevenire eventuali situazioni di sovrallenamento, controllo della crescita muscolare, controllo dell’idratazione (prevenzione crampi e ottimizzazione allenamento per tutti gli sports).

Utile comunque in GERIATRIA, CHIRURGIA, PEDIATRIA (accrescimento del bambino), ONCOLOGIA.

Bisogna sdraiarsi, porre degli elettrodi su mano e piede e in pochi secondi analizza la nostra composizione corporea.

Per fare l'esame è necessario non aver mangiato per almeno 3-4 ore prima e non aver effettuato attività sportiva almeno 12 ore prima (per non alterare lo stato di idratazione).

mercoledì 30 ottobre 2013

CASTAGNE!!!! È vero che possono sostituire la pasta?


    

      Vi dico una cosa: con la farina di castagne si possono fare delle buonissime tagliatelle perché è un frutto ricco di amido, quasi quanto la pasta. 
    Ma a differenza della pasta, è ricco anche in fibra, quella fibra che non fermenta ma che aiuta a svuotare l’intestino.
   
   Possono essere mangiate fresche, bollite, arrostite o secche. Io le adoro arrostite…


   Proviamo a fare una classifica per capire la differenza (su 100 gr di castagne) in base alle preparazioni:


     1)    Bollite. Meno calorie, meno amido, meno zuccheri rispetto tutte le preparazioni; stessa quantità di fibre di quelle fresche.



     2)    Arrostite. Più caloriche di quelle bollite e fresche, ma ricche di fibra.



   3)    Fresche. Troviamo sodio e potassio, la cui quantità potrebbe essere alta per chi soffre di ipertensione e problemi renali. Ma anche calcio e fosforo in quantità modeste.



   4)    Secche. Le più caloriche, ricche in amido, sodio, potassio, ma con una buona quantità di calcio e fosforo.



Tra i 4 modi di mangiare le castagne, in un regime alimentare controllato consiglio quelle bollite e arrostite.

Porzione che potrebbe andare bene come spuntino (media 90 calorie):

-         Bollite 80 gr

-         Arrostite 60 gr

-         Fresche 50 gr

-         Secche 30 gr


(Ricordando che in caso di diete a basso quantitativo di sodio e/o potassio è meglio evitare sia le castagne fresche che quelle secche)


Se le gradiamo a fine pasto, cerchiamo almeno di ridurre il consumo di pasta e/o pane per evitare un eccessivo consumo di carboidrati.